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Marina Sarramia

Itinerario · Torino

Torino e i Savoia

Potere, arte e storia di una capitale costruita apposta.

Poche città al mondo sono state disegnate a tavolino con l'ostinazione di Torino. Una dinastia di provincia con ambizioni enormi trasformò una cittadina di frontiera in una capitale europea: vie tirate col righello, piazze come palcoscenici, facciate pensate per fare colpo. Camminarci con una storica accanto significa vedere il progetto dietro la scenografia.

Le piazze auliche di Torino in fotografia — in arrivo con il servizio di agosto 2026.

Cosa racconto

La scena

Una città come dichiarazione di potere

Le piazze auliche, i chilometri di portici, le prospettive che finiscono sempre su qualcosa di importante: niente, a Torino, è lì per caso. Leggeremo insieme la città come la leggevano gli ambasciatori del Seicento — un messaggio in pietra, indirizzato a tutta Europa.

I personaggi

Duchi, regine e architetti di genio

Quattro secoli di Savoia sono una collezione di caratteri formidabili: sovrani spregiudicati, reggenti sottovalutate, architetti capaci di piegare la pietra come carta. Le loro storie vere — matrimoni calcolati, rivalità, colpi di teatro — valgono più di qualsiasi romanzo, e le racconto volentieri.

Il caso più famoso

La Sindone, da storica

Anche la reliquia più celebre della città, con me, si racconta con gli occhi della storia: come un oggetto conteso e prezioso che accompagnò la fortuna politica di una dinastia, e per cui si costruirono capolavori di architettura. Un capitolo affascinante di storia del potere e dell'arte — raccontato con rispetto e senza devozione, per curiosi di ogni convinzione.

Come funziona

È una passeggiata nel cuore della città: si cammina tra piazze, portici e cortili, con il naso all'insù nei punti giusti. La città stessa è il museo — con il vantaggio che non chiude mai e non ha code. L'itinerario si adatta a voi: ai vostri tempi, ai vostri interessi e, se serve, alla pasticceria storica più vicina.

«Torino non si visita: si decifra. E decifrarla, ve lo assicuro, è molto più divertente.»